
Domenica 30 Marzo 2014 | 3
condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto:
«Svegliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà».
Il cieco nato attraverso la sua guarigionoe operata da Gesù in modo singolare (sputa per terra, fa della
poltiglia di fango e gliela pone sugli occhi: poi lo manda a lavarsi alla piscina di Siloe) apre lo scenario
quasi di un processo con tanto di interrogatori. Questo episodio ci offre lo spaccato di chi entra nella
luce (il cieco non è solo guarito agli occhi ma è guarito nel cuore) e riesce a “vedere” anche il volto di
Gesù: e di chi vuole cocciutamente rimanere nelle tenebre come scelgono di fare i farisei.
L’episodio del cieco nato intende certo mettere ancor una volta in risalto che Gesù è la luce, ma ancor
più vuole raccontare il dramma della luce, quale accoglienza essa riscontra e dove si radicano i motivi
del riuto o dell’accoglienza.
Da un lato abbiamo i farisei che sono ricchi di parole, ma incapaci di provare dolore per la sorte dell’uomo:
perciò restano con le mani pulite ma desolatamente vuote. Non sanno che “si vede bene solo con il
cuore” (Saint-Exupery).
Essi sono apparentemente animati dallo zelo per l’onore di Dio (“Da’ gloria a Dio!”), ma in realtà pensano
soltanto a salvaguardare il loro potere e usano il nome di Dio per soffocare la vita che egli comunica.
Non solo non vogliono vedere ma impediscono che la gente veda e per non perdere il proprio prestigio
“chiamano bene il male e male il bene” (Is 5,20), incorrendo in quella che negli altri vangeli viene denita
l’imperdonabile “bestemmia contro lo Spirito Santo” (Mt 12,31). Non così il cieco. Questi riconosce di
non sapere, è disponibile, ragiona a partire dalla realtà dell’accaduto. Si lascia interpellare. Tra la verità
dogmatica e la propria esperienza vitale, è quest’ultima la più importante: “Se sia un peccatore, non
lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo”. Ogni volta che gli viene rivolta una domanda egli
esprime un crescendo sulla comprensione che ha di Gesù: un uomo (v. 11), un profeta (v. 17), un inviato
di Dio (v. 33). Scopre progressivamente l’identità di Gesù. Il suo è un vero e proprio cammino di fede che
scaturisce nel riconoscere in Gesù il Signore. Al progressivo avvicinarsi del cieco alla luce corrisponde
la progressiva cecità dei farisei: il cieco dichiara per tre volte di non sapere (9,12.25.36); per tre volte i
farisei dichiarano di sapere (9,16.24.29). Il miracolo è racchiuso in due soli versetti perché sia chiaro che
l’attenzione non deve fermarsi sul miracolo ma su ciò che ne consegue. Accogliamo l’invito racchiuso in
questo brano è quello di non cadere nello stesso peccato dei farisei il cui cuore resterà indurito anche di
fronte all’evidenza di un segno compiuto da Gesù. La minaccia più seria per la vita spirituale di un uomo
è il non ammettere la propria condizione di peccato e il conseguente bisogno di misericordia e perdono.
Prima che i singoli peccati è questo peccato fondamentale che va riconosciuto e combattuto.
Ci apre il cuore alla speranza il fatto che il cieco guarito interpellato da Gesù dopo le torture degli
interrogatori dei farisei arrivi ala pienezza della rivelazione di Gesù: e lo riconosce:
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?».
Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla
con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
Anche se scopriamo di essere “ciechi dentro” non abbiamo paura. Nulla potrà impedire a Gesù di
“vederci” e di operare il miracolo su di noi. ci aprirà gli occhi del cuore e noi saremo capaci di dire:
Credo, Signore. Così la luce darà un senso alla nostra vita, completamente cambiata da Gesù che passa
e ci vede sofferenti nel peccato. Una volta guariti, vedremo alla maniera di Dio:
il bello e il brutto, il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, non in ordine alle cose e alla mentalità umana:
ma alla maniera delle cose di Dio, fatte da Dio, volute da Dio per noi.
OGGI CAMBIO DI ORARIO DA SOLARE A LEGALE
SS. Messe feriali 8 19:
SS. Messe festive 8 – 8,15 – 10 – 11,30 - 19
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